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programma per la gestione di Onlus e Associazioni non profit

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Onlus Ets
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La gestione di associazioni non profit.


"Onlus Ets by Fmr" è il software che, anche aderendo alla più recente normativa, D.L.  3 luglio 2017, n. 117 - Codice del Terzo settore, rappresenta una soluzione efficiente, semplice ed estremamente pratica, per la gestione di associazioni, con specifiche utilità che vanno dalla Gestione Anagrafica ai Bilanci Automatici e con la possibilità di lavorare in Rete Locale così come di condividere, in lettura e scrittura, alcune aree operative del programma tramite una semplice connessione a Internet.

"Onlus Ets by Fmr" è stato progettato per essere utilizzato da una vasta tipologia di Utenti del Terzo Settore, tra le quali :





ovvero, ad esempio:


  • associazioni assistenziali
  • associazioni culturali
  • associazioni religiose
  • associazioni politiche
  • associazioni sindacali
  • associazioni di promozione sociale
  • associazioni di formazione
  • associazioni di categoria

e ancora:

  • associazioni di sostegno per adozioni a distanza
  • associazioni di servizi per trasporto di persone ( ad esempio dializzati, disabili, etc. )
  • associazioni di servizi a prestazione oraria ( ad esempio per attività socio assistenziali )


L'uso dei moduli 'Adozioni' e 'Trasporti & Prestazioni' anche se già inclusi nel programma, è assolutamente facoltativo.

A richiesta, è anche possibile procedere all'importazione dell'anagrafica dei propri Contatti, da precedenti basi di dati già in uso presso l'associazione, al fine di rendere ancor più veloce l'avvio di questo programma.

Il programma "Onlus Ets by Fmr" è ampiamente personalizzabile, ad esempio in alcune particolari tabelle di base, per meglio adattarsi alle specifiche necessità di qualsiasi associazione, e prevede uno specifico modulo per l'inserimento dei  testi preferiti all'interno dei documenti più utilizzati.

Stampare gli elenchi dei soci, gestire la prima nota della piccola cassa o dei conti correnti di banca o posta, tener d'occhio eventuali crediti e le scadenze di eventuali debiti, contattare gli amici dell'associazione, anche tramite Skype oppure inviando una e-mail  con un semplice click ... con "Onlus Ets by Fmr" non è mai stato così facile.


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esempi delle aree operative e dei moduli del software
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... gli aspetti salienti di questo programma ...
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LE FUNZIONALITA' PRINCIPALI
Molte sono le funzionalità espresse dal programma "Onlus Ets by Fmr", e di seguito vengono illustrate solo le più importanti caratteristiche.


  • bilancio di previsione con analisi comparata tra movimenti del biennio
  • database generale nominativi
  • elevata personalizzazione a cura dell'Utente
  • generazione dichiarazione con atto notorio
  • generazione fatture con numerazione automatica (anche fatture elettroniche verso P.A. e B2B)

  • generazione note di credito con numerazione automatica
  • generazione ricevute con numerazione automatica
  • gestione agenda impegni

  • gestione dei servizi a prestazione oraria  
  • gestione dei servizi per il trasporto di persone

  • gestione di mailing list con spedizione tramite SMTP della propria e-mail

  • gestione di n conti correnti e di cassa
  • gestione eventi e presenze
  • gestione facilitata movimentazioni economiche
  • gestione integrata soci e quote sociali
  • gestione protocollo corrispondenza
  • gestione sostegno per adozioni a distanza
  • gestione verbali consiglio e assemblea
  • pianificazione attività sociali
  • gestione del magazzino, con carico, scarico e saldo giacenze
  • stampe automatiche di bilanci, estratti conto, scadenziario debiti / crediti, libro soci, analisi progetti

  • backup automatica dei dati


Ovviamente, solo prelevando la versione dimostrativa gratuita di "Onlus Ets by Fmr" si potrà ottenere la più approfondita valutazione del programma e di ogni sua potenzialità.







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LE FATTURE ELETTRONICHE VERSO LA P.A. e B2B
Con questo programma è anche possibile generare fatture e note di credito per il modulo Fat@ by Fmr, che predispone i documenti in formato XML sia verso la Pubblica Amministrazione, che verso Clienti Privati (B2B).






Infatti, utilizzando l'apposita applicazione Fat@ by Fmr è possibile importare i dati delle fatture - o note di credito - già predisposte in Onlus Ets by Fmr, senza doverle ricompilare all'interno di moduli diversi, e quindi di generare documenti perfettamente validabili tramite il sistema di interscambio.






La comodità di dover predisporre la propria fattura una sola volta, all'interno del proprio programma di Gestione dell'Associazione, e quindi mantenendo nel medesimo archivio tutti gli elementi statistici e riepilogativi, fa di questa soluzione una proposta assolutamente vincente per la sua semplicità ...







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GLI ELABORATI DI STAMPA E LE ANALISI
Naturalmente, tutte le stampe di "Onlus Ets by Fmr" hanno l'opzione di anteprima a video, e nell'elenco seguente, si riepilogano solo alcuni tra i più significativi elaborati disponibili nel programma:


  • Anagrafica completa  
  • Anagrafica ridotta
  • Analisi dell'utilizzo dei veicoli
  • Analisi prestazioni orarie Autisti e / o Operatori
  • Atto notorio per donazioni materiali
  • Dichiarazione acquisti in esenzione iva
  • Fattura
  • Grafico analisi distribuzione regionale
  • Grafico analisi per categoria
  • Iscrizione soci precompilato
  • Lettera sollecito quote
  • Libro soci
  • Lista di controllo presenze agli eventi
  • Nota di credito
  • Pianificazione evento associativo
  • Prima nota economica generale - dettaglio causali
  • Prima nota economica generale - sintetica
  • Prima nota economica mensile
  • Prima nota economica nominativo
  • Prima nota economica per causale
  • Rendiconto economico e finanziario


(esempio di rendiconto economico / finanziario )




  • Ricevuta per incasso donazione liberale
  • Ricevuta per incasso quota sociale
  • Ricevuta per servizi erogati a ore
  • Ricevuta servizio di trasporto persone
  • Ricevuta emessa conto Terzi

Il modulo di emissione delle ricevute di "Onlus Ets by Fmr" comprende anche la Ricevuta Cumulativa che rappresenta tutti i movimenti in Entrata per lo specifico nominativo nell'arco dell'annualità corrente, ed è molto utile per poter emettere una sola ricevuta annuale nel caso di versamenti per quote periodiche.

  • Riepilogo dei servizi erogati a ore
  • Riepilogo del servizio di trasporto persone
  • Riepilogo mensile presenze per evento
  • Riepilogo carico - scarico e saldo giacenze dei beni a magazzino
  • Scadenziario crediti
  • Scadenziario debiti
  • Scheda evento associativo
  • Verbale consiglio direttivo e assemblea dei soci
... e tanto altro ancora !

Prelevando la versione dimostrativa gratuita di "Onlus Ets by Fmr", si potranno analizzare dettagliatamente tutte le stampe che il software è in grado di generare.

Dal menù di gestione delle stampe, applicando i medesimi filtri, è anche possibile esportare i dati in un  foglio di Ms-Excel per successive e diverse elaborazioni, anche in altri programmi, a cura dell'utente ...






CREAZIONE DOCUMENTI IN FORMATO PDF


Dalla modalità di anteprima di stampa, il programma "Onlus Ets by Fmr" rende disponibile un potente comando che genera, automaticamente e senza necessità di programmi aggiuntivi, una copia fedele del documento visualizzato, in formato Acrobat PDF.






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WEB APP PER SMARTPHONE E TABLET

" Non affidare i tuoi dati alle nuvole ... ma sfrutta il web per gestire i tuoi dati. "






Da questa convinzione, che lascia sempre sul computer del nostro Cliente l'archivio con i suoi dati reali, proteggendoli così da qualsiasi attacco ma anche da occhi indiscreti, nasce lo sviluppo del modulo denominato "Web Extension" per la condivisione e la gestione dei dati di "Onlus Ets by Fmr" tramite Internet.

L'accesso alle informazioni gestibili dal modulo "Web Extension" è disponibile utilizzando qualsiasi dispositivo dotato di connettività Internet, ad esempio:






Questo modulo viene usato per consentire ai propri Collaboratori, dislocati sul territorio in zone geograficamente distanti, di interagire con la Sede dell'Associazione potendo - solo se espressamente autorizzati - visualizzare o inserire dati tramite apposite schede, disponibili in un normale browser di navigazione ...





Più nel dettaglio, il modulo "Web Extension" di "Onlus Ets by Fmr" permette di visualizzare o inserire dati da remoto, e incorporare del tutto automaticamente nel proprio archivio locale le registrazioni inserite online, per i seguenti argomenti :











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RIFERIMENTI NORMATIVI DI ONLUS ETS

DECRETO LEGISLATIVO
3 luglio 2017, n. 117

Codice del Terzo settore, a norma dell'articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 6 giugno 2016, n. 106. (17G00128)
(GU Serie Generale n.179 del 02-08-2017 - Suppl. Ordinario n. 43)
Entrata in vigore del provvedimento: 03/08/2017


estratto per riassunto


Art. 4

Enti del Terzo settore

1. Sono enti del Terzo settore le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale, gli enti filantropici, le imprese sociali, incluse le cooperative sociali, le reti associative, le societa' di mutuo soccorso, le associazioni, riconosciute o non riconosciute, le fondazioni e gli altri enti di carattere privato diversi dalle societa' costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalita' civiche, solidaristiche e di utilita' sociale mediante lo svolgimento di una o piu' attivita' di interesse generale in forma di azione volontaria o di erogazione gratuita di denaro, beni o servizi, o di mutualita' o di produzione o scambio di beni o servizi, ed iscritti nel registro unico nazionale del Terzo settore.

Art. 7

Raccolta fondi

1. Per raccolta fondi si intende il complesso delle attivita' ed iniziative poste in essere da un ente del Terzo settore al fine di finanziare le proprie attivita' di interesse  generale,  anche attraverso la richiesta a terzi di lasciti, donazioni e contributi di natura non corrispettiva.

2. Gli enti del Terzo settore, possono realizzare attivita' di raccolta fondi anche in forma organizzata e continuativa, anche mediante sollecitazione al pubblico o attraverso la cessione o erogazione di beni o servizi di modico valore, impiegando risorse proprie e di terzi, inclusi volontari e dipendenti, nel rispetto dei principi di verita', trasparenza e correttezza nei rapporti con i sostenitori e il pubblico, in conformita' a linee guida adottate con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentiti la Cabina di regia di cui all'articolo 97 e il Consiglio nazionale del Terzo settore.

Art. 8

Destinazione del patrimonio ed assenza di scopo di lucro

1. Il patrimonio degli enti del Terzo settore, comprensivo di eventuali ricavi, rendite, proventi, entrate comunque denominate e' utilizzato per lo svolgimento dell'attivita' statutaria ai fini dell'esclusivo perseguimento di finalita' civiche, solidaristiche e di utilita' sociale.

2. Ai fini di cui al comma 1, e' vietata la distribuzione, anche indiretta, di utili ed avanzi di gestione, fondi e riserve comunque denominate a fondatori, associati, lavoratori e  collaboratori, amministratori ed altri componenti degli organi sociali, anche nel caso di recesso o di ogni altra ipotesi di scioglimento individuale del rapporto associativo.

3. Ai sensi e per gli effetti del comma 2, si considerano in ogni caso distribuzione indiretta di utili:

a) la corresponsione ad amministratori, sindaci e a chiunque rivesta cariche sociali di compensi individuali non proporzionati all'attivita' svolta, alle responsabilita' assunte e alle specifiche competenze o comunque superiori a quelli previsti in enti che operano nei medesimi o analoghi settori e condizioni;

b) la corresponsione a lavoratori subordinati o autonomi di retribuzioni o compensi superiori del quaranta per cento rispetto a quelli previsti, per le medesime qualifiche, dai contratti collettivi di cui all'articolo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, salvo comprovate esigenze attinenti alla necessita' di acquisire specifiche competenze ai fini dello svolgimento delle attivita' di interesse generale di cui all'articolo 5, comma 1, lettere b), g) o h);

c) l'acquisto di beni o servizi per corrispettivi che, senza valide ragioni economiche, siano superiori al loro valore normale;

d) le cessioni di beni e le prestazioni di servizi, a condizioni piu' favorevoli di quelle di mercato, a  soci,  associati  o partecipanti, ai fondatori, ai componenti gli organi amministrativi e di controllo, a coloro che a qualsiasi titolo  operino per l'organizzazione o ne facciano parte, ai soggetti che effettuano erogazioni liberali a favore dell'organizzazione, ai loro parenti entro il terzo grado ed ai loro affini entro il secondo grado, nonche' alle Societa' da questi direttamente o indirettamente controllate o collegate, esclusivamente in ragione della  loro qualita', salvo che tali cessioni o prestazioni non costituiscano l'oggetto dell'attivita' di interesse generale di cui all'articolo 5;

e) la corresponsione a soggetti diversi dalle banche e dagli intermediari finanziari autorizzati, di interessi  passivi,  in dipendenza di prestiti di ogni specie, superiori di quattro punti al tasso annuo di riferimento. Il predetto limite puo' essere aggiornato con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.

Art. 11

Iscrizione

1. Gli enti del Terzo settore si iscrivono nel registro unico nazionale del Terzo settore ed indicano gli estremi dell'iscrizione negli atti, nella corrispondenza e nelle comunicazioni al pubblico.

2. Oltre che nel registro unico nazionale del Terzo settore, gli enti del Terzo settore che esercitano  la  propria  attivita' esclusivamente o principalmente in forma di impresa commerciale sono soggetti all'obbligo dell'iscrizione nel registro delle imprese.

3. Per le imprese sociali, l'iscrizione nell'apposita sezione del registro delle imprese soddisfa il requisito dell'iscrizione nel registro unico nazionale del Terzo settore.

Art. 12

Denominazione sociale

1. La denominazione sociale, in qualunque modo formata, deve contenere l'indicazione di ente del Terzo settore o l'acronimo ETS.

Di tale indicazione deve farsi uso negli atti, nella corrispondenza enelle comunicazioni al pubblico.

2. La disposizione di cui al comma 1 non si applica agli enti di cui all'articolo 4, comma 3.

3. L'indicazione di ente del Terzo settore o dell'acronimo ETS, ovvero di parole o locuzioni equivalenti o ingannevoli, non puo' essere usata da soggetti diversi dagli enti del Terzo settore.

Art. 13

Scritture contabili e bilancio

1. Gli enti del Terzo settore devono redigere il bilancio di esercizio formato  dallo  stato  patrimoniale,  dal  rendiconto finanziario, con l'indicazione, dei proventi  e  degli  oneri, dell'ente, e dalla relazione di missione che illustra le poste di bilancio, l'andamento economico e finanziario dell'ente  e  le modalita' di perseguimento delle finalita' statutarie.

2. Il bilancio degli enti del Terzo settore con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate inferiori a 220.000,00 euro puo' essere redatto nella forma del rendiconto finanziario per cassa.

3. Il bilancio di cui ai commi 1 e 2 deve essere redatto in conformita' alla modulistica definita con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentito il consiglio nazionale del terzo settore.

4. Gli enti del Terzo settore che esercitano la propria attivita' esclusivamente o principalmente in forma di impresa commerciale devono tenere le scritture contabili di cui all'articolo 2214 del codice civile.

5. Gli enti del Terzo settore di cui al comma 4 devono redigere e depositare presso il registro delle imprese il bilancio di esercizio redatto, a seconda dei casi, ai sensi degli articoli 2423 e seguenti, 2435-bis o 2435-ter del codice civile.

6. L'organo di amministrazione documenta il carattere secondario e strumentale dell'attivita' di cui all'articolo 6 nella relazione al bilancio o nella relazione di missione.

7. Gli enti del Terzo settore non iscritti nel registro delle imprese devono depositare il bilancio presso il registro unico nazionale del Terzo settore.

Art. 14

Bilancio sociale

1. Gli enti del Terzo settore con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate superiori ad 1 milione di euro devono depositare presso il registro unico nazionale del Terzo settore, e pubblicare nel proprio sito internet, il bilancio sociale redatto secondo linee guida adottate con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentiti la Cabina di regia  di  cui all'articolo 97 e il Consiglio nazionale del Terzo settore, e tenendo conto, tra gli altri elementi, della natura dell'attivita' esercitata e delle dimensioni dell'ente, anche ai fini della valutazione dell'impatto sociale delle attivita' svolte.

2. Gli enti del Terzo settore con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate superiori a centomila euro annui devono in ogni caso pubblicare annualmente e tenere aggiornati nel proprio sito internet, o nel sito internet della rete associativa di cui all'articolo 41 cui aderiscano, gli eventuali emolumenti, compensi o corrispettivi a qualsiasi titolo attribuiti ai componenti degli organi di amministrazione e controllo, ai dirigenti nonche' agli associati.

Art. 15

Libri sociali obbligatori

1. Oltre le scritture prescritte negli articoli 13, 14 e 17, comma 1, gli enti del Terzo settore devono tenere:

• a) il libro degli associati o aderenti;
• b) il libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee, in cui devono essere trascritti anche i verbali redatti per atto pubblico;
• c) il libro delle adunanze e delle deliberazioni dell'organo di amministrazione, dell'organo di controllo, e di eventuali altri organi sociali.

2. I libri di cui alle lettere a) e b) del comma 1, sono tenuti a cura dell'organo di amministrazione. I libri di cui alla lettera c) del comma 1, sono tenuti a cura dell'organo cui si riferiscono.

3. Gli associati o gli aderenti hanno diritto di esaminare i libri sociali, secondo le modalita' previste dall'atto costitutivo o dallo statuto.

4. Il comma 3 non si applica agli enti di cui all'articolo 4, comma 3.

Art. 32

Organizzazioni di volontariato

1. Le organizzazioni di volontariato sono enti del Terzo settore costituiti in forma di associazione, riconosciuta o non riconosciuta, da un numero non inferiore a sette persone fisiche o a tre organizzazioni di volontariato, per lo svolgimento prevalentemente in favore di terzi di una o piu' attivita' di cui all'articolo 5, avvalendosi in modo prevalente delle prestazioni dei volontari associati.

2. Gli atti costitutivi delle organizzazioni di volontariato possono prevedere l'ammissione come associati di altri enti del Terzo settore o senza scopo di lucro, a condizione che il loro numero non sia superiore al cinquanta per cento del numero delle organizzazioni di volontariato.

3. La denominazione sociale deve contenere l'indicazione  di organizzazione di volontariato o l'acronimo ODV. L'indicazione di organizzazione di volontariato o l'acronimo ODV, ovvero di parole o locuzioni equivalenti o ingannevoli, non puo' essere usata da soggetti diversi dalle organizzazioni di volontariato.

4. Alle organizzazioni di volontariato che svolgono l'attivita' di cui all'articolo 5, comma 1, lettera y), le norme del presente capo si applicano nel rispetto delle disposizioni in materia di protezione civile e alla relativa disciplina si provvede nell'ambito di quanto previsto dall'articolo 1, comma 1, lettera d), della legge 16 marzo 2017, n. 30.

Art. 34

Ordinamento ed amministrazione

1. Tutti gli amministratori delle organizzazioni di volontariato sono scelti tra le persone fisiche associate ovvero indicate, tra i propri associati, dalle organizzazioni di volontariato associate. Si applica l'articolo 2382 del codice civile.

2. Ai componenti degli organi sociali, ad eccezione di quelli di cui all'articolo 30, comma 5 che siano in possesso dei requisiti di cui all'articolo 2397, secondo comma, del codice civile, non puo' essere attribuito alcun compenso, salvo il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate per l'attivita' prestata ai fini dello svolgimento della funzione.

Art. 35

Associazioni di promozione sociale

1. Le associazioni di promozione sociale sono enti del Terzo settore costituiti in forma di associazione, riconosciuta o non riconosciuta, da un numero non inferiore a sette persone fisiche o a tre associazioni di promozione sociale per lo svolgimento in favore dei propri associati, di loro familiari o di terzi di una o piu' attivita' di cui all'articolo 5, avvalendosi in modo prevalente dell'attivita' di volontariato dei propri associati.

2. Non sono associazioni di promozione sociale i circoli privati e le associazioni comunque denominate che dispongono limitazioni con riferimento alle condizioni economiche e discriminazioni di qualsiasi natura in relazione all'ammissione degli associati o prevedono il diritto di trasferimento, a qualsiasi titolo, della quota associativa o che, infine, collegano, in qualsiasi forma, la partecipazione sociale alla titolarita' di azioni o quote di natura patrimoniale.

3. Gli atti costitutivi delle associazioni di promozione sociale possono prevedere l'ammissione come associati di altri enti del Terzo settore o senza scopo di lucro, a condizione che il loro numero non sia superiore al cinquanta per cento del numero delle associazioni di promozione sociale.

4. Il comma 3 non si applica agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI che associano un numero non inferiore a cinquecento associazioni di promozione sociale.

5. La denominazione sociale deve contenere l'indicazione  di associazione di promozione sociale o l'acronimo APS. L'indicazione di associazione di promozione sociale o l'acronimo APS, ovvero di parole o locuzioni equivalenti o ingannevoli, non puo' essere usata da soggetti diversi dalle associazioni di promozione sociale.

Art. 37

Enti filantropici

1. Gli enti filantropici sono enti del Terzo settore costituiti in forma di associazione riconosciuta o di fondazione al fine di erogare denaro, beni o servizi, anche di investimento, a sostegno di categorie di persone svantaggiate o di attivita' di interesse generale.

2. La denominazione sociale deve contenere l'indicazione di ente filantropico. L'indicazione di ente filantropico, ovvero di parole o locuzioni equivalenti o ingannevoli, non puo' essere usata da soggetti diversi dagli enti filantropici.

Bilancio sociale

1. Il bilancio sociale degli enti filantropici deve contenere l'elenco e gli importi delle erogazioni deliberate ed effettuate nel corso dell'esercizio, con l'indicazione dei beneficiari diversi dalle persone fisiche.

Art. 45

Registro unico nazionale del Terzo settore

1. Presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e' istituito il  Registro  unico  nazionale  del  Terzo  settore, operativamente gestito su base territoriale  e  con  modalita' informatiche in collaborazione con ciascuna Regione e Provincia autonoma, che, a tal fine, individua, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, la struttura competente.

Presso le Regioni, la struttura di cui al periodo precedente e' indicata come «Ufficio regionale del Registro unico nazionale del Terzo settore».

Presso le Province autonome la stessa assume la denominazione di «Ufficio provinciale del Registro unico nazionale del Terzo settore».

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali individua nell'ambito della dotazione organica dirigenziale non generale disponibile a legislazione vigente la propria struttura competente di seguito indicata come «Ufficio statale del Registro unico nazionale del Terzo settore».

2. Il registro e' pubblico ed e' reso accessibile a tutti gli interessati in modalita' telematica.

Art. 46

Struttura del Registro

1. Il Registro unico nazionale del Terzo settore si compone delle seguenti sezioni:

a) Organizzazioni di volontariato;
b) Associazioni di promozione sociale;
c) Enti filantropici;
d) Imprese sociali, incluse le cooperative sociali;
e) Reti associative;
f) Societa' di mutuo soccorso;
g) Altri enti del Terzo settore.

2. Ad eccezione delle reti associative, nessun ente puo' essere contemporaneamente iscritto in due o piu' sezioni.

3. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali puo', con decreto di natura non regolamentare, sentita la Conferenza Unificata, istituire sottosezioni o nuove sezioni o modificare le sezioni esistenti.

Art. 84

Regime fiscale delle organizzazioni di volontariato

1. Non si considerano commerciali, oltre alle attivita' di cui all'articolo 79, commi 2 e 3, le seguenti attivita' effettuate dalle organizzazioni di volontariato e svolte senza l'impiego di mezzi organizzati professionalmente per fini di concorrenzialita' sul mercato:

a) attivita' di vendita di beni acquisiti da terzi a titolo gratuito a fini di sovvenzione, a condizione che la vendita sia curata direttamente dall'organizzazione senza alcun intermediario;

b) cessione di beni prodotti dagli assistiti e dai volontari sempreche' la vendita dei  prodotti  sia  curata  direttamente dall'organizzazione di volontariato senza alcun intermediario;

c) attivita' di somministrazione di alimenti e bevande in occasione di raduni, manifestazioni, celebrazioni e  simili  a carattere occasionale.

2. I redditi degli immobili destinati in via esclusiva allo svolgimento  di  attivita'  non  commerciale  da  parte  delle organizzazioni di volontariato sono esenti dall'imposta sul reddito
delle societa'.

Art. 87

Tenuta e conservazione delle scritture contabili degli Enti del terzo settore

1. Gli enti del Terzo settore non commerciali di cui all'articolo 79, comma 5, che non applicano il regime forfetario di  cui all'articolo 86, a pena di decadenza dai benefici fiscali per esse previsti, devono:

a) in relazione all'attivita' complessivamente svolta, redigere scritture contabili cronologiche e sistematiche atte ad esprimere con compiutezza e analiticita' le operazioni poste in essere in ogni periodo di gestione, e rappresentare adeguatamente in apposito documento, da redigere entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio annuale, la situazione patrimoniale,  economica  e  finanziaria dell'ente, distinguendo le attivita' indicate all'articolo
6 da quelle di cui all'articolo 5, con obbligo di conservare le stesse scritture e la relativa documentazione per un periodo non inferiore quello indicato dall'articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600;

b) in relazione alle attivita' svolte con modalita' commerciali, di cui agli articoli 5 e 6, tenere le scritture contabili previste dalle disposizioni di cui all'articolo 18 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, anche al di fuori dei limiti quantitativi previsti al comma 1 del medesimo articolo.

2. Gli obblighi di cui al comma 1, lettera a), si considerano assolti anche qualora la contabilita' consti del libro giornale e del libro degli inventari, tenuti in conformita' alle disposizioni di cui agli articoli 2216 e 2217 del codice civile.

3. I soggetti di cui al comma 1 che nell'esercizio delle attivita' di cui agli articoli 5 e 6 non abbiano conseguito in un anno proventi di ammontare superiore a 50.000 euro possono tenere per l'anno successivo, in luogo delle scritture contabili previste al primo comma, lettera a), il rendiconto economico e finanziario delle entrate e delle spese complessive di cui all'articolo 13, comma 2.

4. In relazione all'attivita' commerciale esercitata, gli enti del Terzo settore non commerciali di cui all'articolo 79, comma 5, hanno l'obbligo di tenere la contabilita' separata.

5. Fatta salva l'applicazione dell'articolo 86, commi 5 e 8 , e fermi restando gli obblighi previsti dal titolo secondo del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, gli enti del Terzo settore non commerciali di cui all'articolo 79, comma 5, limitatamente alle attivita' non commerciali di cui agli articoli 5 e 6, non sono soggetti all'obbligo di certificazione dei corrispettivi mediante ricevuta o scontrino fiscale.

6. Gli enti del Terzo settore non commerciali di cui all'articolo 79, comma 5, che effettuano raccolte pubbliche di fondi devono inserire all'interno del rendiconto o del bilancio redatto ai sensi dell'articolo 13, entro quattro mesi dalla chiusura dell'esercizio, un rendiconto specifico redatto ai sensi del comma 3 dell'articolo 48, tenuto e conservato ai sensi dell'articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dal quale devono risultare, anche a mezzo di una relazione illustrativa, in modo chiaro e trasparente, le entrate e le spese relative a ciascuna delle celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione di cuiall'articolo 79, comma 4, lettera a). Il presente comma si applica anche ai soggetti che si avvalgono del regime forfetario di cui all'articolo 86.

7. Entro tre mesi dal momento in cui si verificano i presupposti di cui all'articolo 79, comma 5, ai fini della qualificazione dell'ente del Terzo settore come ente commerciale, tutti i beni facenti parte del patrimonio dovranno essere compresi nell'inventario di cui all'articolo 15 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, con l'obbligo per il predetto ente di tenere le scritture contabili di cui agli articoli 14, 15, 16 del medesimo decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973.  Le registrazioni nelle scritture cronologiche delle operazioni comprese dall'inizio del periodo di imposta al momento in cui si verificano i presupposti che determinano il mutamento della qualifica di cui all'articolo 79, comma 5, devono essere eseguite, in deroga alla disciplina ordinaria, entro tre mesi decorrenti dalla sussistenza dei suddetti presupposti.

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